Una guerra silenziosa sta mietendo decine di vittime.
Solo pochi eroi resteranno sul campo a combatterla.

Esseri provenienti da pianeti lontani mostreranno il loro lato oscuro, costringendo gli indiani ad uscire dalle riserve. Ma sotto i colpi dell’odio che divide le razze, l’amore riuscirà a trovare il suo spazio, fino a che il ritrovamento di una misteriosa sedia da regista riuscirà a cambiare il destino dei protagonisti. E quello di centinaia di persone.

E’ un sacerdote attivo sul territorio napoletano. Nel 1981 ha dato vita insieme a un gruppo di giovani volontari alla Comunità La Tenda di cui è responsabile. Nel rione Sanità, La Tenda dà un letto e un pasto ai senza fissa dimora ogni giorno. E infatti non c’è giorno, da una vita, che Don Antonio non accolga, assista e curi i più poveri.

E’ uno dei registi di fantasia del film. E’ il volto e la voce che ci introducono nello spirito di Napoli, nelle sue contraddizioni, nei suoi colori, nei suoi bisogni e nel suo desiderio di immaginare un futuro diverso.

Nel film è il ragazzo che si innamora di Maria, la ragazza Rom. Nella realtà, Vincenzo ha 19 anni ed è innamorato del Napoli e dei suoi tatuaggi. E’ nato e cresciuto nel rione Sanità, un quartiere difficile dove la vita non ti regala niente. Anche la sua "storia d’Ammore", una storia d’amore fra due ragazzi ma anche fra due etnie diverse, è una storia difficile. Ma tante persone come lui non smettono mai di continuare a crederla possibile.

Nel film interpreta la ragazza della quale Vincenzo si innamora. Nella realtà, vive in un campo rom della periferia est di Napoli, spesso in condizioni davvero precarie. E’ la secondogenita di 5 figli, ha appena compiuto 14 anni e vive in Italia da circa 4 anni. Nei suoi occhi scuri e tristi non c’è rassegnazione, c’è la voglia di credere che nella sua vita storie bellissime come la sua nel film possano ancora essere scritte.

È insegnate di scuola elementare e madre di due bambini. Volontaria Caritas e operatrice di un progetto Arciragazzi. Paola è da sempre in prima linea nella solidarietà e nel soccorso agli ultimi. Si occupa soprattutto di bambini e in particolare di bambini rom. I suoi progetti sono ancora molti, ma uno dei suoi sogni si è realizzato: il libro " Diario di una zingara napoletana", il diario della sua esperienza accanto ai rom. Un libro contro l’ignoranza e vicino a chi è vittima dei pregiudizi.

E’ sacerdote salesiano di Portici, direttore dell’ufficio per il lavoro e le attività sociali della Diocesi di Napoli, docente di teologia e di pedagogia, referente campano dell’associazione Libera, consulente della commissione parlamentare antimafia e vice-presidente della fondazione Polis. Ma fra tanti impegni, ce n’è uno che è sempre in cima alle sue priorità: dedicare la sua vita alla lotta contro le mafie e sostenere le famiglie vittime innocenti della criminalità.

Luigi ha 20 anni. Ha appena terminato l’Itis dove ha studiato informatica. Ha una grandissima passione per il canto e vorrebbe fare di questa passione un lavoro. Sogna di vivere in un musical. Ama Scampia e la sua parrocchia, la chiesa della Resurrezione, ma soprattutto ama il prossimo: non c’è un pomeriggio dove non aiuti gli altri, insieme ai suoi amici.

E’ un personaggio di fantasia, ma forse meglio di chiunque altro interpreta il sentimento dei ragazzi napoletani che vivono nei quartieri disagiati come Scampia: una sensazione di alienazione, per l’appunto, che li fa sentire diversi, marchiati, respinti, per il semplice fatto di essere nati in un quartiere piuttosto che in un altro. La sua presenza nel film cerca di raccontare questo sentimento e la loro voglia di riappropriarsi della loro città e della loro vita.

Don Alessandro è il parroco della chiesa di Maria Santissima del Buon Rimedio. È nato a Napoli nel quartiere Marianella, ma la sua opera si svolge a Scampia dall’agosto 2006. Ha studiato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale ed è laureato in filosofia all’Orientale di Napoli, ma la vera specializzazione di Don Alessandro è nell’aiuto del prossimo. Il suo impegno quotidiano per i giovani, gli adulti e gli anziani di Scampia lo ha fatto diventare il punto di riferimento di un'intera comunità.